il tempo delle api...

Il processo si articola in diverse fasi, che si svolgono sia in apiario che in laboratorio.

Preparazione dell’alveare “produttore”

Non tutte le famiglie di api sono adatte a questo scopo. Si selezionano alveari molto forti e popolosi, in genere sovrapponendo due famiglie con un “fondo adattato” che ne mette in comunicazione gli odori, creando un super-organismo con un numero altissimo di api nutrici . Dalla famiglia che sta sotto viene poi rimossa la regina (si dice che viene “orfanizzata”), innescando nelle api l’urgenza di crearne una nuova .

L’innesto o “traslarvo” (fase cruciale)

Questa operazione richiede un ambiente caldo e umido (23-24°C) e viene eseguita in un locale apposito .

Il traslarvo: Con un sottilissimo ago chiamato “coglie larve” (o PicKing), si prelevano minuscole larve da un favo di covata, che hanno un’età compresa tra le 12 e le 24 ore dalla schiusa dell’uovo. Ogni larva viene delicatamente depositata in un cupolino sul fondo del quale è stata precedentemente messa una piccola quantità di pappa reale come “esca” 

I cupolini: L’apicoltore utilizza delle piccole coppette di cera o plastica (cupolini), fissate su stecche di legno, che simulano le celle reali .

Il condizionamento e l’accettazione

Le stecche con i cupolini innestati vengono poste in una cassetta con un panno umido per mantenere calore e umidità, condizioni essenziali per la sopravvivenza delle larve . Successivamente, le stecche vengono introdotte nell’alveare produttore. Le api nutrici, “ingannate” dalla presenza della larva e dall’assenza della regina, iniziano a nutrire abbondantemente quelle celle, riempiendole di pappa reale. Le celle saranno pronte per la raccolta dopo circa 72 ore

La raccolta in laboratorio

Trascorsi i tre giorni, le stecche vengono prelevate dall’alveare. In laboratorio inizia la fase di estrazione vera e propria :

Delarvazione: Si rimuove la larva dalla cella, solitamente con una pinzetta, lasciando la pappa reale all’interno .

Abbassamento delle celle: Con un coltello caldo, si taglia la parte superiore delle celle di cera per livellare l’altezza ed esporre completamente il contenuto. Il calore del coltello impedisce la formazione di briciole di cera che potrebbero contaminare il prodotto .

Aspirazione: A questo punto, la pappa reale viene aspirata da ogni singola celletta. In passato si usavano semplici siringhe, ma oggi per i piccoli produttori è comune l’uso di un compressore o una pompa del vuoto che, tramite un tubicino, raccoglie la gelatina e la convoglia in un contenitore di vetro scuro, passando attraverso un filtro per eliminare eventuali impurità .

La conservazione immediata

La pappa reale è un prodotto estremamente delicato e deperibile. A contatto con l’aria, la luce e il calore perde rapidamente le sue proprietà . Subito dopo l’aspirazione, viene quindi:

Miscelata con miele: spesso viene mescolata al miele (in proporzioni di circa 1 g di pappa ogni 300 g di miele), che funge da conservante naturale, per aumentarne la durata

Refrigerata: conservata in frigorifero o in congelatore per rallentarne il degrado .

La situazione attuale: un processo artigianale

Nonostante qualche progetto di ricerca stia studiando l’automazione di alcune fasi (come il progetto “ESTRAREAL” in Toscana), la produzione di pappa reale rimane ancora oggi un’attività quasi esclusivamente manuale e artigianale . È un lavoro delicato, ripetitivo e che richiede tempo, il che spiega anche il suo costo elevato sul mercato

Was this article helpful?
YesNo

Scopri di più da Bee Time salvaguardia delle api in Veneto

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere